La laparoscopia è un vero intervento chirurgico che consente di eseguire l’operazione attraverso un minimo accesso sulla parete addominale e senza esporre all’esterno gli organi, riducendo, così, il rischio di infezione dovuto alla contaminazione con l’ambiente.

La laparoscopia offre, rispetto alla chirurgia tradizionale laparotomica, alcuni vantaggi quali: minori traumi degli organi pelvici e decorso post-operatorio con scarso dolore, ridotti tempi di degenza e di convalescenza che consentono una rapida ripresa dell’attività del paziente e, cosa non meno importante, l’assenza di estese cicatrici salvaguardando così l’aspetto estetico. La laparoscopia si esegue in anestesia generale. Talvolta, per raggiungere forme di anestesia più leggere e meglio sopportabile dalla paziente si esegue, l’anestesia “blended”, l’associazione tra la tecnica generale “light” con l’anestesia epidurale continua. Posizionata la paziente sul tavolo operatorio, si pinza il collo dell’utero attraverso la via vaginale e si introduce un apposito strumento nel canale cervicale, denominato manipolatore uterino, che serve ad effettuare manovre di mobilizzazione dell’utero. Si introduce l’ottica laparoscopica praticando una piccolissima incisione in corrispondenza della cicatrice ombelicale che consentirà, al chirurgo, di visualizzare gli organi interni sul monitor. L’insufflazione di un gas inerte, l’anidride carbonica (CO2), nell’addome migliora la qualità delle immagini. Vengono praticate altre 2-3 incisioni cutanee per consentire l’inserimento di piccoli strumenti chirurgici (coagulatore, forbici, pinze). Quindi, si procede all’intervento chirurgico. Il chirurgo può esaminare con scrupolo tutti gli organi addomino-pelvici, per esempio definendo la natura di una massa pelvica, può eseguire prelievi bioptici e, con l’aiuto di strumenti idonei, può trattare varie patologie. In genere, richiede dai 30 minuti in su, in funzione della complessità dell’intervento chirurgico. Infine, i pezzi operatori vengono rimossi dall’addome attraverso le piccole incisioni cutanee utilizzando di sacchetti di plastica specifici (endobag) o mediante triturarori elettrici (morcellatore) ed inviati, quindi, ad esame istologico definitivo.

Dopo la laparoscopia, la paziente può lamentare alcuni lievi disturbi, che in ogni modo scompaiono in pochi giorni. Può essere avvertito un dolore alle spalle o alla schiena, sensazione dovuta al gas utilizzato per distendere la cavità addominale. Può comparire nausea, in genere conseguenza della manipolazione delle anse intestinali, così come dell’anestesia. Può manifestarsi fastidio alla deglutizione e dolenzia alla gola a causa dell’intubazione endotracheale, eseguita per facilitare la respirazione. Possono verificarsi contrazioni uterine dolorose e sanguinamento dai genitali esterni: le prime hanno breve durata, mentre il sanguinamento può durare alcuni giorni.

Indicazioni alla laparoscopia

Infertilità

Una paziente che ha difficoltà a concepire dopo almeno 12 mesi di rapporti liberi (non protetti), con il proprio partner in perfette condizioni.
Le cause principali sono le aderenze, l’endometriosi, l’idrosalpinge e i fibromi uterini.La laparoscopia può essere estremamente utile per fare diagnosi (minilaparoscopia con cromatosalpingoscopia), ma soprattutto per trattare la patologia presente, recuperando la fertilità della paziente (adesiolisi, escissione completa della malattia endometriosica, miomectomia, neosalpingostomia).

Aderenze

Ponti di tessuto fibroso che uniscono organi e tessuti diversi. Possono causare dolore pelvico cronicoimpedendo il libero movimento tra gli organi. Possono provocare infertilità impedendo alla fimbria, la porzione tubarica distale, la captazione della cellula uovo, rilasciata dall’ovaio.
L’intervento chirurgico di rimozione delle aderenze può essere eseguito in laparoscopia ed è denominato adesiolisi.

Dolore pelvico cronico

Dolore costante o ciclico, che persiste per più di 6 mesi in cui è difficile separare la componente organica del dolore da quella psicologica. E’ da ricondurre a cause ginecologiche (endometriosi, malattia infiammatoria pelvica, prolasso genitale, retroversione uterina, varicocele pelvico), a pregressi interventi chirurgici addominali (aderenze), a disturbi intestinali correlati e non alla defecazione, a cause muscolo-scheletriche e neurologiche.
Spesso richiede una laparoscopia per fare diagnosi (minilaparoscopia).

Endometriosi

Il nome deriva dal tessuto che riveste la superficie interna dell’utero denominato “endometrio”, che cresce durante il ciclo mestruale e si sfalda durante il flusso. Questo tessuto endometriale-mestruale si localizza, sotto forma di cisti, noduli e lesioni, in aree ectopiche al di fuori dell’utero. Le pazienti affette da endometriosi possono manifestare dolori durante il flusso mestruale e/o i rapporti sessuali. Alcune riferiscono dolore pelvico cronico.
Il trattamento chirurgico viene preferibilmente eseguito in laparoscopia e consiste nella escissione completa della malattia endometriosica. Tuttavia, nonostante una corretta chirurgia, la patologia può recidivare.

Cisti ovarica

Formazione rotondeggiante che raccoglie al loro interno del liquido.
Ne esistono di diversa natura.

  • La cisti FUNZIONALE è caratterizzata da una superficie esterna bianco-grigiastro. Si sviluppa per l’accumulo di liquido giallo citrino conseguente alla distensione del follicolo.
  • La cisti LUTEINICA è caratterizzata da una superficie esterna di colorito giallastro. Il contenuto siero-ematico è dovuto al raccogliersi di liquido all’interno del corpo luteo al termine dell’ovulazione.
  • La cisti SIEROSA è caratterizzate da una superficie esterna percorsa da un fine reticolo vascolare.
  • La cisti DERMOIDE mostra un colore opaco. È ripiena di liquido sebaceo frammisto a capelli, peli, osso, cartilagine.

La cistectomia laparoscopica rappresenta il trattamento “gold standard”. In casi selezionati si esegue l’ovariectomia o l’annessiectomia.

Gravidanza tubarica

Annidamento dell’uovo fecondato nella tuba anziché nella cavità uterina. Quando il prodotto del concepimento, crescendo, supera i limiti di spazio a disposizione, la tuba è suscettibile di rottura. In tale evenienza si possono manifestare emorragie, anche imponenti.
Spesso la condotta più idonea per ridurre al minimo il rischio della paziente è sottoporla a laparoscopia, allo scopo di eseguire una procedura conservativa di salpingotomia se possibile, oppure un intervento demolitore di salpingectomia, con l’asportazione della tuba.

Idrosalpinge

È la conseguenza di un’occlusione completa dell’ostio tubarico distale, per un processo infiammatorio, con raccolta di liquido sieroso nel lume tubarico. La tuba si presenta distesa, ripiena di un liquido chiaro. Causa infertilità e dolore pelvico cronico.
In laparoscopia può essere eseguita sia la neosalpingostomia, procedura chirurgica deputata al recupero della fertilità con la creazione di un nuovo ostio tubarico, che la salpingectomia, cioè l’intervento di rimozione della tuba irreversibilmente danneggiata.

Fibromi uterini

Originano dalla trasformazione e dalla proliferazione benigna di una singola cellula muscolare. I sintomi associati ai fibromi dipendono sostanzialmente dal loro numero, dalle loro dimensioni e dalla loro posizione nel viscere uterino. Possono causare stipsi, senso di peso addominale, dolore pelvico cronico, ma soprattutto perdite ematiche dai genitali esterni. A volte, possono provocare un aborto spontaneo o infertilità.
In laparoscopia, possono essere rimossi mediante un intervento conservativo di miomectomia semplice e multipla o ricorrendo ad un trattamento demolitivo di isterectomia subtotale e totale.

Incontinenza urinaria

Perdita involontaria di urina che si verifica durante sforzi compiuti dalla paziente con uretra integra (stress incontinence). Solitamente, la causa è da ricercare in un difetto del segmento anteriore della vagina (cistocele), dove è adagiata la vescica (prolasso genitale).
Necessita di trattamento laparoscopico di colposospensione.

Prolasso genitale

Massa che protrude in vagina per discesa della parete vaginale anteriore, posteriore e/o superiore. L’utero, la vescica e/o il retto possono abbassarsi progressivamente all’interno della vagina, seguendo la discesa della parete vaginale, fino a comparire sulla rima vulvare e fuoriuscire da essa. Provoca  incontinenza urinaria, stipsi, senso di peso perineale, dolore pelvico cronico.
In laparoscopia si esegue la colpopessi paravaginale, la colposacropessia, talvolta l’isterectomia totale e subtotale.

Patologia oncologica

La possibilità di eseguire in laparoscopia la linfadenectomia pelvica e l’isterectomia radicale, fa si che questa metodica può essere impiegata sia per trattare i primi stadi dell’adenok endometriale che  i casi iniziali del cervicocarcinoma
La valutazione laparoscopica può stabilire la natura di una massa annessiale, favorendo la scelta, in caso di cancro ovarico, alla conversione laparotomica con una incisione xifo-pubica, necessaria per l’esecuzione di una stadiazione e chirurgia accurata del tumore. È anche possibile rivalutare gli stadi avanzati dopo citoriduzione (second-look).

 

 

Customized Social Media Icons from Acurax Digital Marketing Agency