ECOGRAFIA OSTETRICA di SCREENING II TRIMESTRE

CHE COS’È IL SECONDO TRIMESTRE DI GRAVIDANZA?

Per secondo trimestre si intende il periodo di età gestazionale compreso tra 14 settimane compiute (pari a 14 settimane e 0 giorni) e 26 settimane compiute (pari a 26 settimane e 0 giorni).

COME SI EFFETTUA L’ESAME?

L’esame si esegue per via trans addominale, con ecografo in tempo reale dotato di sonda addominale di almeno 3,5 MHz.

CHE COSA SI VEDE CON QUESTA ECOGRAFIA?

Si effettuano le misurazioni della testa, dell’addome e del femore. Tali misure vengono confrontate con quelle delle curve di riferimento; si può valutare, così, se le dimensioni del feto corrispondono a quelle attese per l’epoca di gravidanza (calcolata in base all’UM).

Si valuta, inoltre, la sede di inserzione placentare, la quantità di liquido amniotico ed alcuni organi fetali (la vescica, i reni, lo stomaco e le strutture intracraniche).

E’ POSSIBILE RILEVARE CON L’ECOGRAFIA ANOMALIE FETALI MAGGIORI?

Qualora l’esame sia finalizzato allo studio dell’anatomia fetale e al riconoscimento/esclusione di patologie malformative maggiori, se ne consiglia l’esecuzione tra le 19 e le 21 settimane di età gestazionale.

La possibilità di rilevare un’anomalia anatomica del feto dipende dalla sua entità, dalla posizione del feto in utero, dalla quantità di liquido amniotico e dallo spessore della parete addominale materna; perciò è possibile che talune anomalie fetali possano non essere rilevate all’esame ecografico. Inoltre alcune malformazioni si manifestano tardivamente (al 7°- 9° mese) e perciò non sono visualizzabili in esami precoci.

L’esperienza finora acquisita suggerisce che un esame ecografico routinario, non mirato, consente di identificare dal 30 al 70% delle malformazioni maggiori. Pertano, per i limiti intrinseci della metodica, è possibile che alcune anomalie anche importanti non vengano rilevate con l’ecografia. Inoltre, non è compito dell’ecografia la rilevazione delle cosiddette anomalie minori.

L’ECOGRAFIA È INNOCUA PER IL FETO?

Gli ultrasuoni sono utilizzati nella pratica ostetrica da oltre 30 anni e non sono stati riportati effetti dannosi, anche a lungo termine, sul feto. Per tale ragione, con le procedure oggi adottate, l’uso diagnostico dell’ecografia è ritenuto esente da rischi.

ECOGRAFIA 3D e 4D BABY-FACING (galleria immagini)

CHE COS’È QUESTA ECOGRAFIA?

È un’opportunita’ per iniziare a conoscere l’aspetto del proprio bambino ed avere un bel ricordo da conservare. La galleria immagini mostra alcuni esempi.

ECOCARDIOGRAFIA FETALE

COS’ È L’ECOCARDIOGRAFIA FETALE?

Consiste in un esame ecografico che permette di visualizzare il cuore del feto, utilizzando onde sonore ad elevata frequenza e non udibili dall’orecchio umano (ultrasuoni).

COME SI ESEGUE L’ECOCARDIOGRAFIA FETALE?

L’esame si effettua ambulatorialmente, con la stessa apparecchiatura ecografica utilizzata nella pratica ostetrica. Sull’addome materno viene poggiata la sonda dell’ecografo: questa invia ultrasuoni in direzione del cuore fetale; le onde sonore attraversando i tessuti in parte vengono riflesse e creano echi, trasformati, a loro volta, in immagini sul monitor dell’ecografo. La durata complessiva dell’esame è di circa 30 minuti.

A COSA SERVE L’ECOCARDIOGRAFIA FETALE?

Con l’ecocardiografia è possibile diagnosticare la presenza di cardiopatie congenite nel feto a partire dalla 18^ settimana di gravidanza. Le cardiopatie congenite colpiscono circa 8 neonati su 1000 e rappresentano la causa principale di mortalità infantile per malformazioni congenite. L’ecocardiografia fetale permette di diagnosticare alterazioni del ritmo cardiaco, come le tachicardie (ritmo accelerato) o le bradicardie (ritmo rallentato). Inoltre, nel caso in cui venga individuato un problema, si potrà programmare il parto in un ambiente idoneo: ciò consentirà una migliore gestione del piccolo paziente.

QUANDO SI CONSIGLIA L’ECOCARDIOGRAFIA FETALE?

Tutte le volte che il ginecologo sospetti qualcosa di anomalo a carico del cuore fetale nell’ecografia ostetrica di routine o individui una qualsiasi malformazione fetale a carico di altri organi. Inoltre, si impone un approfondimento diagnostico in presenza di familiarità positiva a cardiopatie congenite in uno dei genitori, per infezioni materne in gravidanza (rosolia, citomegalovirus), per assunzioni di farmaci di comprovata teratogenicità da parte della mamma.

L’ECOCARDIOGRAFIA È INNOCUA PER IL FETO?

Gli ultrasuoni sono utilizzati da oltre venticinque anni. Non sono mai stati riportati effetti dannosi, anche a lungo termine, sul feto e sulla mamma.

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